mercoledì 12 ottobre 2011

LENTAMENTE MUORE

Lentamente muore chi diventa schiavo dell'abitudine, ripetendo ogni giorno gli stessi percorsi, chi non cambia la marca, chi non rischia e cambia colore dei vestiti, chi non parla a chi non conosce. 
Muore lentamente chi evita una passione, chi preferisce il nero su bianco e i puntini sulle "i" piuttosto che un insieme di emozioni, proprio quelle che fanno brillare gli occhi, quelle che fanno di uno sbadiglio un sorriso, quelle che fanno battere il cuore davanti all'errore e ai sentimenti. 
Lentamente muore chi non capovolge il tavolo, chi è infelice sul lavoro, chi non rischia la certezza per l'incertezza, per inseguire un sogno, chi non si permette almeno una volta nella vita di fuggire ai consigli sensati. 
Lentamente muore chi non viaggia, chi non legge, chi non ascolta musica, chi non trova grazia in se stesso. 
Muore lentamente chi distrugge l'amor proprio, chi non si lascia aiutare; chi passa i giorni a lamentarsi della propria sfortuna o della pioggia incessante. 
Lentamente muore chi abbandona un progetto prima di iniziarlo, chi non fa domande sugli argomenti che non conosce, chi non risponde quando gli chiedono qualcosa che conosce. 
Evitiamo la morte a piccole dosi, ricordando sempre che essere vivo richiede uno sforzo di gran lunga maggiore del semplice fatto di respirare. Soltanto l'ardente pazienza porterà al raggiungimento di una splendida felicità.
P. Neruda

lunedì 22 febbraio 2010

TERRA SANTA

Si dice che non sei tu a decidere di fare un viaggio in Terra Santa perchè è Lei a scegliere te...
Ed è ciò che mi è successo... non sarei dovuta andare a fare quel viaggio...ed invece il 20 Ottobre del 2008 ero lì a percorrere quei luoghi...
nessuna parola può descrivere l'emozione che ti esplode nel cuore in quei momenti!
Eppure sei lì a contemplare quegli orizzonti, a camminare su quella Terra, 
Questo viaggio...lo definirei un turbinio di emozioni e di ricordi...il più forte legato ad una bambina dell'orfanotrofio di Betlemme. 
E' mentre attraversavo il corridoio dell'orfanotrofio, che i suoi occhi incontrarono i miei e per quel tempo, seppur breve, non li abbandonò più. 
Il suo sguardo nel mio...una dolcezza disarmante...
La presi in braccio e mi strinse tutto il tempo...un abbraccio trasparente che sarà per sempre in me...
Alcuni mesi dopo il nostro rientro, mia zia, anche lei con me in Terra Santa, mi diede una foto di quella bimba...era palese quella foto non era stata scattata quel giorno all'orfanotrofio...
mi raccontò così, che da tempo senza saperlo, aveva in adozione quella bambina che io quel giorno avevo abbracciato.
Non ho mai pensato che questa fosse stata soltanto una coincidenza, ho sempre creduto che a farci incontrare sia stato qualcosa di molto più grande.


 
PADRE IBRAHIM FALTAS
Realizzatore di Sogni di Pace